“Chi cura il bruxismo?” è una delle domande più digitate su Google da chi serra o digrigna i denti. Ed è una domanda sensata: il bruxismo sta in una terra di mezzo — i denti sono del dentista, lo stress sembra materia dello psicologo, il mal di testa porta dal neurologo. Risultato: molti pazienti girano a vuoto.
La risposta breve: il gnatologo
Lo specialista di riferimento è il gnatologo: il medico che si occupa della funzione masticatoria e dei suoi rapporti con articolazione, muscoli, postura e comportamento. Il bruxismo tocca tutti questi piani insieme, ed è per questo che la sola odontoiatria — pur necessaria per valutare i danni ai denti — non basta a curarlo.
La risposta vera: dipende da come lo si guarda
Il bruxismo non è un difetto dei denti: è un comportamento. Nella persona costantemente sotto stress, il sistema di difesa “lotta o fuggi” resta sempre più o meno attivo: il sistema neurovegetativo immette in circolo ormoni e neurotrasmettitori che producono una ipereccitabilità neuromuscolare. Il serramento e il digrignamento sono l’espressione più visibile di questo stato — la bocca è la principale valvola di scarico della tensione.
Ecco perché il bite, da solo, spesso delude: protegge i denti dall’usura, ma non spegne il comportamento che genera il serramento. Chi cura il bruxismo deve saper lavorare sul comportamento neuromuscolare, non solo sulla protezione meccanica.
Come lo trattiamo noi
Prima la diagnosi: elettromiografia di superficie per misurare il tono muscolare reale, valutazione dell’occlusione e dell’articolazione. Poi il trattamento, su due binari: la rieducazione neuromuscolare con biofeedback dinamico — il paziente impara a riconoscere e riportare il tono muscolare nei limiti fisiologici — e, quando serve, un bite costruito su valutazioni individuali, mai standardizzato.
Approfondisci: la pagina sul bruxismo, e l’articolo su ansia e “lotta o fuggi”.