Come valutiamo la postura
La valutazione è doppia. L’esame obiettivo osserva le asimmetrie delle varie parti del corpo e gli atteggiamenti del paziente nelle diverse posizioni, statiche e dinamiche. L’analisi posturometrica e stabilometrica, con pedane computerizzate statiche e dinamiche, misura la statica e la dinamica del corpo nei vari piani dello spazio: la distribuzione dei carichi, i compensi percettivi che usiamo per mantenere la stabilità, e quando serve anche l’analisi del cammino.
Il legame con l’occlusione
Quando il supporto masticatorio non è stabile, il sistema neuromuscolare compensa: tensioni che si propagano lungo le catene muscolari, asimmetrie di carico, adattamenti posturali che nel tempo diventano essi stessi fonte di sintomi. Per questo postura e occlusione non si valutano mai separatamente: l’analisi posturale si integra con quella occlusale e articolare e con l’elettromiografia dei muscoli del complesso cervico-dorso-facciale.
Dalla diagnosi alla rieducazione
Gli stessi strumenti diagnostici servono anche in terapia: il ricondizionamento posturale avviene con esercizi monitorati dalle pedane e sempre associati alla sEMG — perché durante la rieducazione è importante focalizzare la percezione non solo sull’assetto del corpo nello spazio, ma anche sul compenso neuromuscolare che sta alla base di tutti i meccanismi posturali. È lo stesso principio del biofeedback dinamico.
Sintomi che si spostano e nessuna spiegazione?
Guardiamo il sistema intero, non il singolo pezzo.