I segnali da non ignorare
- Russamento abituale e rumoroso
- Pause respiratorie durante il sonno, spesso notate dal partner
- Sonnolenza diurna, colpi di sonno, stanchezza al risveglio
- Cefalea mattutina e bocca secca al risveglio
- Sonno frammentato, risvegli improvvisi con senso di soffocamento
- Difficoltà di concentrazione e irritabilità durante il giorno
Le apnee notturne non rovinano solo il sonno: incidono sul benessere generale, sulla concentrazione diurna e sulla salute cardiovascolare. Per questo meritano una valutazione, non rassegnazione.
Perché succede
Le apnee ostruttive sono causate dal collasso delle vie aeree superiori durante il sonno. I fattori più comuni:
- Obesità: il tessuto adiposo in eccesso nella zona del collo comprime le vie aeree
- Tonsille e adenoidi ingrossate, soprattutto nei bambini
- Caratteristiche anatomiche: lingua voluminosa, palato molle lungo, mascella piccola
- Età: con il tempo diminuisce il tono muscolare delle vie aeree
- Alcol o sedativi, che rilassano eccessivamente i muscoli
- Fumo, che favorisce infiammazione e ritenzione di liquidi
- Congestione nasale, legata ad allergie o altre condizioni respiratorie
La diagnosi, tutta in sede
Prima di qualunque trattamento, un’accurata analisi strutturale e funzionale delle vie respiratorie superiori:
- CBCT volumetrica delle vie aeree superiori, eseguita in posizione supina per rispecchiare quella del sonno
- Rinomanometria, per valutare le resistenze nasali e l’efficienza della respirazione, negli adulti e nei bambini
- Polisonnografia domiciliare con dispositivo portatile, quando necessaria
Questa fase è essenziale per individuare la causa reale del disturbo e stabilire l’idoneità al trattamento — diagnosi prima di tutto, come sempre.
Da questa valutazione nasce una classificazione del disturbo in tre gradi: la maggior parte delle persone rientra nei gradi 1 e 2, mentre i casi più severi, circa il 10%, possono richiedere percorsi diversi, fino all’intervento o alla ventilazione a pressione positiva. Ma soprattutto, la diagnosi ci permette di sapere in anticipo cosa aspettarci: non trattiamo “per vedere cosa succede”, possiamo stimare prima quale miglioramento è realistico.
Il trattamento: NightLase®, senza chirurgia
Il trattamento NightLase® (laser Erbio YAG, tecnologia Fotona) è una procedura non invasiva: il laser porta in modo controllato i tessuti del palato molle, dei pilastri, dell’ugola e dell’orofaringe a una temperatura di circa 65-67°C, senza bruciare. Questo riattiva il collagene che, come un elastico tornato in tensione, rassoda i tessuti: lo spazio orofaringeo si riapre, le vibrazioni si riducono e il russamento diminuisce. Il miglioramento è progressivo, spesso già intorno al 50% dopo la prima seduta.
- Nessuna chirurgia, nessuna anestesia
- Indolore: solo una lieve sensazione di calore
- Nessun tempo di recupero
- Risultati spesso percepibili già dopo la prima seduta
- Protocollo di circa 3 sedute da 20–30 minuti, con eventuali mantenimenti periodici
È indicato per roncopatia e OSAS di grado 1 e 2 — e per casi selezionati di grado 3, previa valutazione specialistica. Non sostituisce le terapie per l’apnea ostruttiva grave, ma può comunque offrire benefici, non presentando controindicazioni.
Domande frequenti
Russare è sempre sintomo di apnee?
No, ma russamento abituale e sonnolenza diurna insieme meritano una valutazione: solo l’analisi del sonno può distinguere una semplice roncopatia da una OSAS.
Il trattamento laser fa male?
No: si avverte solo una lieve sensazione di calore. Niente anestesia, niente convalescenza.
Quante sedute servono?
Di solito tre, da 20–30 minuti, distanziate di alcune settimane. I benefici possono durare nel tempo; in base alla risposta individuale si programmano sedute di mantenimento.
E se la mia apnea è grave?
Le forme gravi richiedono percorsi specifici. La valutazione iniziale serve proprio a questo: capire il tuo quadro reale e indirizzarti verso la soluzione giusta.