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Apnee notturne (OSAS) e russamento: quando il sonno non riposa.

Russare ogni notte non è “normale”. In Italia la roncopatia interessa tra i 4 e i 7 milioni di persone, e può essere la spia delle OSAS — la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno — in forma lieve, moderata o grave.

I segnali da non ignorare

  • Russamento abituale e rumoroso
  • Pause respiratorie durante il sonno, spesso notate dal partner
  • Sonnolenza diurna, colpi di sonno, stanchezza al risveglio
  • Cefalea mattutina e bocca secca al risveglio
  • Sonno frammentato, risvegli improvvisi con senso di soffocamento
  • Difficoltà di concentrazione e irritabilità durante il giorno

Le apnee notturne non rovinano solo il sonno: incidono sul benessere generale, sulla concentrazione diurna e sulla salute cardiovascolare. Per questo meritano una valutazione, non rassegnazione.

Perché succede

Le apnee ostruttive sono causate dal collasso delle vie aeree superiori durante il sonno. I fattori più comuni:

  • Obesità: il tessuto adiposo in eccesso nella zona del collo comprime le vie aeree
  • Tonsille e adenoidi ingrossate, soprattutto nei bambini
  • Caratteristiche anatomiche: lingua voluminosa, palato molle lungo, mascella piccola
  • Età: con il tempo diminuisce il tono muscolare delle vie aeree
  • Alcol o sedativi, che rilassano eccessivamente i muscoli
  • Fumo, che favorisce infiammazione e ritenzione di liquidi
  • Congestione nasale, legata ad allergie o altre condizioni respiratorie

La diagnosi, tutta in sede

Prima di qualunque trattamento, un’accurata analisi strutturale e funzionale delle vie respiratorie superiori:

  • CBCT volumetrica delle vie aeree superiori, eseguita in posizione supina per rispecchiare quella del sonno
  • Rinomanometria, per valutare le resistenze nasali e l’efficienza della respirazione, negli adulti e nei bambini
  • Polisonnografia domiciliare con dispositivo portatile, quando necessaria

Questa fase è essenziale per individuare la causa reale del disturbo e stabilire l’idoneità al trattamento — diagnosi prima di tutto, come sempre.

Da questa valutazione nasce una classificazione del disturbo in tre gradi: la maggior parte delle persone rientra nei gradi 1 e 2, mentre i casi più severi, circa il 10%, possono richiedere percorsi diversi, fino all’intervento o alla ventilazione a pressione positiva. Ma soprattutto, la diagnosi ci permette di sapere in anticipo cosa aspettarci: non trattiamo “per vedere cosa succede”, possiamo stimare prima quale miglioramento è realistico.

Il trattamento: NightLase®, senza chirurgia

Il trattamento NightLase® (laser Erbio YAG, tecnologia Fotona) è una procedura non invasiva: il laser porta in modo controllato i tessuti del palato molle, dei pilastri, dell’ugola e dell’orofaringe a una temperatura di circa 65-67°C, senza bruciare. Questo riattiva il collagene che, come un elastico tornato in tensione, rassoda i tessuti: lo spazio orofaringeo si riapre, le vibrazioni si riducono e il russamento diminuisce. Il miglioramento è progressivo, spesso già intorno al 50% dopo la prima seduta.

  • Nessuna chirurgia, nessuna anestesia
  • Indolore: solo una lieve sensazione di calore
  • Nessun tempo di recupero
  • Risultati spesso percepibili già dopo la prima seduta
  • Protocollo di circa 3 sedute da 20–30 minuti, con eventuali mantenimenti periodici

È indicato per roncopatia e OSAS di grado 1 e 2 — e per casi selezionati di grado 3, previa valutazione specialistica. Non sostituisce le terapie per l’apnea ostruttiva grave, ma può comunque offrire benefici, non presentando controindicazioni.

Domande frequenti

Russare è sempre sintomo di apnee?
No, ma russamento abituale e sonnolenza diurna insieme meritano una valutazione: solo l’analisi del sonno può distinguere una semplice roncopatia da una OSAS.

Il trattamento laser fa male?
No: si avverte solo una lieve sensazione di calore. Niente anestesia, niente convalescenza.

Quante sedute servono?
Di solito tre, da 20–30 minuti, distanziate di alcune settimane. I benefici possono durare nel tempo; in base alla risposta individuale si programmano sedute di mantenimento.

E se la mia apnea è grave?
Le forme gravi richiedono percorsi specifici. La valutazione iniziale serve proprio a questo: capire il tuo quadro reale e indirizzarti verso la soluzione giusta.

Il tuo sonno — e chi ti dorme accanto — merita una risposta.