Bruxismo nei bambini: quando preoccuparsi e cosa non fare

Molti genitori se ne accorgono di notte: il bambino dorme e fa rumore con i denti. La prima domanda è sempre la stessa, «devo preoccuparmi?». Nella grande maggioranza dei casi la risposta è no, e vale la pena capire perché, e quali sono i pochi casi in cui invece serve una valutazione.

Perché i bambini digrignano i denti

I bambini bruxano perché è il loro modo di scaricare la tensione. Un bambino di tre, quattro, cinque anni che digrigna i denti nel sonno è nella norma. Il bruxismo del bambino porta raramente a un’usura marcata: in quarantacinque anni di professione mi è capitato tre o quattro volte in tutto di dover mettere una protezione a un bambino perché non si consumasse i denti da latte.

C’è anche una ragione anatomica. I denti da latte sono più piatti e non hanno le cuspidi come nell’adulto: formano un piano di scivolamento naturale, senza creare grossi attriti tra le arcate. Per questo, a meno che il bruxismo non sia legato a una malocclusione, come un morso incrociato o un incastro sbagliato tra le arcate, nel bambino non produce praticamente sintomi: al massimo un’usura dei denti da latte, che poi finisce lì.

Bambino che digrigna i denti: cosa deve guardare il genitore

Di solito riferisce una cosa sola: sente che il bambino, mentre dorme, fa rumore con i denti. È alla visita che si vede l’effetto reale dell’usura, che da soli non si riesce a quantificare. Quanto e come il bambino si consuma i denti dipende dal suo tipo di masticazione: morso chiuso, morso aperto, morso incrociato, arcata stretta o larga. Ognuno è un quadro a sé, e lo stesso digrignamento produce effetti diversi a seconda del quadro. È questo che va valutato, non il rumore.

Bruxismo nei bambini: cosa non fare

Un bambino non va mai trattato perché bruxa. Va trattato, se serve, perché c’è una condizione a monte: una malocclusione, oppure la respirazione orale. Chi respira con la bocca innesca una catena: si altera la deglutizione, si altera la postura, il mascellare superiore smette di svilupparsi normalmente e diventa stretto, e da lì parte un circolo vizioso. Il bruxismo, in questo quadro, è un effetto, non la causa da curare.

Domande frequenti

Bruxismo nei bambini a 4 o 5 anni: bisogna preoccuparsi?

A tre, quattro, cinque anni il digrignamento nel sonno è nella norma e raramente lascia segni. Non è l’età a fare la differenza, ma la presenza di una condizione a monte: una malocclusione o la respirazione orale.

Il bruxismo nei bambini va curato?

Di per sé no. Il digrignamento a tre, quattro, cinque anni è un modo di scaricare tensione e raramente lascia segni. Si interviene solo se dietro c’è una malocclusione o un problema come la respirazione orale.

Serve il bite a un bambino che digrigna?

Quasi mai. In quarantacinque anni di professione mi è capitato tre o quattro volte in tutto di dover proteggere i denti da latte di un bambino. Il bite non cura il motivo per cui il bambino digrigna; se c’è un motivo, si cura quello.

Se oltre al rumore notturno hai notato che tuo figlio respira con la bocca, una visita gnatologica serve a capire se c’è una condizione a monte. Il bruxismo in sé, di solito, non è il problema. Per il quadro completo negli adulti leggi la pagina sul bruxismo.

Il Dr. Ivan Dus della Holistic Dental Clinic di Prata di Pordenone
Ivan Dus

Il Dr. Ivan Dus (MD, PhD, DDS) è medico chirurgo, odontoiatra e specialista in gnatologia. Da oltre 40 anni si occupa di disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare, bruxismo, cefalee e dolore cranio-cervico-facciale cronico. Fondatore della Holistic Dental Clinic di Prata di Pordenone, è stato tra i primi al mondo a introdurre la radiologia volumetrica cone beam in odontoiatria (1999).

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