Parodontite o piorrea: cos’è, cause e come si cura

Piorrea è il nome comune della parodontite: una malattia batterica che colpisce gengiva, osso e legamento del dente. Cos'è, quali sono le cause e perché oggi è curabile.

“Piorrea” è il nome con cui da sempre si chiama la parodontite: la malattia che fa sanguinare le gengive, le fa ritirare e, se trascurata, porta a perdere i denti. Capire cos’è e da dove viene è il primo passo per fermarla in tempo.

Cos’è la piorrea

La piorrea è una malattia infiammatoria cronica di origine batterica che colpisce il parodonto, cioè i tessuti che sostengono il dente: gengiva, osso e legamento parodontale. All’origine c’è una disbiosi batterica, ossia l’alterazione della normale flora orale sana verso una flora patogena. Non è un disturbo raro: ne soffrono circa sei italiani su dieci, ed è una delle principali cause di perdita dei denti nell’adulto.

Piorrea o parodontite: c’è differenza?

No: piorrea e parodontite sono la stessa malattia. “Piorrea” è il termine popolare, “parodontite” quello clinico. Va invece distinta dalla gengivite, che è l’infiammazione iniziale e reversibile della sola gengiva: se non trattata, la gengivite può evolvere in piorrea, quando l’infiammazione raggiunge anche l’osso e il legamento.

Le cause della piorrea

I batteri responsabili, per proliferare e fare danno, devono trovare un terreno fertile. Si trasmettono anche per via familiare (genitori, nonni, parenti) e trovano spazio per ragioni ambientali e genetiche. A rendere la malattia più aggressiva concorrono alcuni fattori ben precisi:

  • Fumo di sigaretta: nicotina e sostanze della combustione aumentano il danno ai tessuti parodontali e rendono la piorrea più grave
  • Malattie sistemiche come il diabete
  • Dieta non equilibrata
  • Scarsa igiene orale

Una predisposizione genetica può inoltre rendere il sistema immunitario più reattivo: in questi casi la malattia tende a progredire più in fretta e merita controlli più attenti.

Come si riconosce: dai primi segnali alle tasche

Nei denti sani, tra dente e gengiva c’è un solco di 2-3 millimetri. Con la piorrea la gengiva si stacca dal dente e quel solco diventa una tasca: più la tasca è profonda, più la malattia è avanzata. I segnali da non ignorare sono gengive che sanguinano, arrossate o che si ritirano, alito cattivo persistente e denti che cominciano a muoversi.

La piorrea non resta in bocca. È una malattia sistemica: attraverso i vasi sanguigni che irrorano dente e gengiva, batteri e tossine possono raggiungere altri organi. Per questo trattarla non serve solo a salvare i denti, ma anche a ridurre rischi più ampi, dall’aumento del rischio cardiovascolare al peggior controllo della glicemia nei pazienti diabetici, fino a possibili complicanze in gravidanza.

La piorrea si può curare

Non è vero che la piorrea non è trattabile: è una malattia curabile, a patto di affrontarla in modo specialistico e non con la sola igiene ogni pochi mesi. Tutto parte da una diagnosi accurata (cartella parodontale, radiografie e, nei casi più seri, test microbiologico e genetico) che permette di costruire il trattamento giusto. Oggi le tasche si possono decontaminare in profondità con la parodontologia laser, in modo mini-invasivo e spesso senza bisturi.

Domande frequenti sulla piorrea

Perché viene la piorrea?

All’origine c’è una disbiosi batterica: la flora orale sana si altera verso una flora patogena. Perché i batteri facciano danno serve però un terreno fertile, favorito da fumo di sigaretta, malattie sistemiche come il diabete, dieta non equilibrata e scarsa igiene orale. I batteri possono inoltre trasmettersi per via familiare.

Come si manifesta la piorrea?

I segnali da non ignorare sono gengive che sanguinano, arrossate o che si ritirano, alito cattivo persistente e denti che cominciano a muoversi. Con la malattia il solco tra dente e gengiva si approfondisce in una tasca: più la tasca è profonda, più la piorrea è avanzata.

Piorrea e parodontite sono la stessa cosa?

Sì: sono la stessa malattia. “Piorrea” è il termine popolare, “parodontite” quello clinico. Va invece distinta dalla gengivite, l’infiammazione iniziale e reversibile della sola gengiva, che se trascurata può evolvere in piorrea.

La piorrea è infettiva o si attacca?

I batteri della piorrea possono trasmettersi per via familiare, tra genitori, nonni e parenti. Questo non significa che basti un contatto per ammalarsi: i batteri fanno danno solo quando trovano un terreno fertile, favorito da fattori come fumo, diabete e scarsa igiene.

La piorrea è genetica?

Esiste una predisposizione genetica che può rendere il sistema immunitario più reattivo: in questi casi la malattia tende a progredire più in fretta e merita controlli più attenti. La genetica è uno dei fattori, ma da sola non basta: pesano anche ambiente, abitudini e igiene.

La piorrea si può curare?

Sì, è curabile, a patto di affrontarla in modo specialistico e non con la sola igiene ogni pochi mesi. Tutto parte da una diagnosi accurata; poi le tasche si decontaminano in profondità con la parodontologia laser, in modo mini-invasivo e spesso senza bisturi.

Se le tue gengive sanguinano o si ritirano, non aspettare che la situazione peggiori: prenota una prima visita.

Il dottor Jacopo Dus della Holistic Dental Clinic di Prata di Pordenone
Jacopo Dus

Jacopo Dus, odontoiatra specializzato in parodontologia e in tecnologie laser in odontoiatria.

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